Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di etichette alimentari, origine delle materie prime e trasparenza 🧀🥛
Ma siamo davvero sicuri di sapere cosa c’è già oggi sulle confezioni dei nostri formaggi?
A riportare l’attenzione su questo tema è stata una lettera pubblicata su L’Adige dal dottor Emiliano Feller, profondo conoscitore del settore alimentare. Una riflessione pacata, concreta e molto attuale, che invita a guardare il mondo delle Etichettature UE con maggiore equilibrio e consapevolezza 😊

La lettera pubblicata su L’Adige
L’Adige, lunedì 4 maggio 2026
“Buongiorno direttore.
Si leggono nel giornale articoli come quello di Antonella Brunet, dal titolo: consumare di più prodotti locali.
È un argomento interessante e condiviso. Di certo molti consumatori, con l’acquisto veloce effettuato in un supermercato, sono più attratti dalla scontistica o dalle promozioni.
L’aumento dei costi di molti generi alimentari può portare il consumatore a non cercare il “prodotto locale” ma cercare il prodotto più conveniente a pari della stessa qualità.
Questo è un fenomeno sociale, che diventa rilevante nelle situazioni in cui il potere di acquisto si riduc
Nello stesso articolo si dice che la Giunta sollecita il Governo e la UE per avere un sistema di etichettatura degli alimenti trasparente sull’origine delle materie prime.
Quando sento queste frasi, mi chiedo il motivo per il quale non si dice quello che già abbiamo.
Posso dire che chi parla male della UE è come sparare sulla croce bianca. Nessuno la difende.
Mi domando come non sia possibile fare una comunicazione costruttiva.
Conosco il mondo degli alimenti da oltre 30 anni.
Vogliamo parlare di quello che già esiste e che certamente si potrebbe ulteriormente migliorare?
Provo ad indicare alcune tipologie di alimenti dove l’indicazione dell’origine in etichetta è obbligatoria da alcuni anni: latte e derivati, carni, pesce, pasta a grano duro, riso, frutta, verdura, olio, miele, pomodoro.
Per i prodotti DOP e IGP l’origine è intrinseca al disciplinare di produzione e non viene riportata.
L’etichettatura è regolamentata da norme nazionali e norme UE.
È competenza del Ministero e degli organi di controllo verificare se i produttori rispettano le norme che esistono.
Chi non le rispetta viene sanzionato e i prodotti non conformi sono sequestrati.
Il Regolamento UE n.1169/2011 con l’articolo 3, nella premessa ci ricorda che le informazioni sugli alimenti hanno lo scopo della protezione della salute e degli interessi dei consumatori.
Il mondo della etichettatura è in evoluzione.
La UE ha tutelato i consumatori con l’obbligo per i produttori di indicare in etichetta la presenza di allergeni.
Anche la tabella nutrizionale è prevista da un Regolamento UE.
La trasparenza e la tracciabilità degli ingredienti utilizzati nell’industria alimentare sono le nuove regole che la UE ha introdotto ad iniziare dal Libro Bianco del 12 gennaio 2000.
Saluti
Emiliano Feller”


Le Etichettature UE non partono da zero 😊
La riflessione del dottor Feller apre una domanda importante: siamo davvero consapevoli di quanto il sistema delle etichette alimentari sia cambiato negli ultimi anni?
Quando acquistiamo un formaggio al supermercato, spesso ci concentriamo sul prezzo, sulla marca oppure sulla promozione 🛒
Ed è assolutamente normale. Tuttavia oggi l’etichetta racconta molto più di quanto immaginiamo.
Grazie alle Etichettature UE, infatti, il consumatore può trovare informazioni fondamentali come:
- origine del latte,
- luogo di trasformazione,
- allergeni,
- valori nutrizionali,
- ingredienti utilizzati,
- eventuali certificazioni DOP o IGP.
Il quadro normativo europeo è cresciuto nel tempo proprio per aumentare la trasparenza e la sicurezza alimentare 🇪🇺
Uno dei riferimenti più importanti resta il Regolamento (UE) n. 1169/2011, che ha introdotto regole comuni per rendere le informazioni più leggibili e più utili per i cittadini.
Per approfondire il regolamento ufficiale è possibile consultare il sito della Commissione Europea.
Formaggi e origine del latte: perché conta così tanto? 🥛🧀
Nel mondo caseario l’origine del latte è un tema molto sentito.
Non si tratta soltanto di una questione tecnica, ma anche culturale, economica e territoriale.
Negli ultimi anni molti consumatori hanno iniziato a chiedersi:
“Questo formaggio da dove arriva davvero?”
Ed è proprio qui che entra in gioco l’etichetta 📦
Oggi sulle confezioni di molti prodotti lattiero-caseari troviamo indicazioni come:
- “Paese di mungitura”;
- “Paese di trasformazione”;
- “Origine del latte”.
Informazioni che fino a qualche anno fa non erano così diffuse.
Anche le produzioni DOP continuano a rappresentare un esempio molto forte di identità territoriale 🇮🇹
Pensiamo a formaggi celebri come Parmigiano Reggiano oppure Grana Padano: in questi casi il legame con il territorio è parte integrante del disciplinare produttivo.
Sul sito del Ministero dell’Agricoltura è possibile approfondire il tema delle indicazioni di origine nel settore lattiero-caseario.

Un consumatore più informato è un consumatore più libero ✨
Le etichette non servono soltanto a rispettare una norma.
Servono soprattutto a creare fiducia 😊
Negli anni l’Europa ha introdotto strumenti importanti anche sul fronte della sicurezza:
- allergeni evidenziati chiaramente;
- tabelle nutrizionali;
- sistemi di tracciabilità;
- controlli lungo tutta la filiera.
Certo, il sistema non è perfetto. Alcune etichette restano difficili da leggere, altre risultano ancora troppo tecniche oppure poco immediate.
Ma il percorso verso una maggiore chiarezza è iniziato da tempo, e continua ad evolversi 📈
Anche associazioni come Slow Food promuovono da anni una cultura alimentare basata sulla conoscenza, sulla territorialità e sulla consapevolezza del consumatore 🌱
Nel frattempo il lavoro di divulgazione svolto da ONAF aiuta sempre più persone a conoscere il valore reale dei formaggi italiani e delle loro caratteristiche.


Il futuro delle Etichettature UE sarà ancora più chiaro 🚀
La sensazione è che il mondo delle etichette continuerà a cambiare.
I consumatori chiedono informazioni semplici, immediate e trasparenti. I produttori, invece, vogliono valorizzare qualità, territorio e lavoro quotidiano.
La vera sfida sarà trovare un equilibrio positivo tra queste esigenze 🤝
Perché dietro un formaggio non c’è soltanto un prezzo.
Ci sono allevatori, casari, controlli, tradizioni, norme, territori e competenze costruite nel tempo.
E forse il messaggio più bello della lettera del dottor Feller è proprio questo: prima di dire che “non esiste trasparenza”, vale la pena conoscere meglio ciò che è già stato fatto 😊
Perché leggere bene un’etichetta, oggi, significa anche capire meglio il valore del cibo che portiamo in tavola 🧀✨

